Just a perfect moment… pain perdu sotto la pioggia!

Il carpino nero ondeggiava sotto il peso del vento e della pioggia incessante, i tuoni rompevano l’ aria, allora la porta in legno veniva accostata e nella stanza illuminata solo dalla luce fioca della lampada a petrolio si disegnavano strane ombre  sulle pareti annerite dal fumo.

Mi rannicchiavo vicino a papa’ che mi rassicurava: fino a quando le campane del piccolo campanile non avesso suonato “ a martello” non ci sarebbe stato pericolo.

Mamma prendeva dalla madia il pane raffermo, lo inzuppava nel latte e uova battute e lo friggeva nella padella, cospargendolo di zucchero. Lei lo chiamava il “pain perdu” era il momento nel quale le mie paure sparivano, tra la dolcezza di una fetta di pane e il suo sorriso rassicurante.

Cosi’ aspettavamo che il temporale passasse.

Per ogni nostra paura dovemmo trovare un giorno di temprale al quale affidarla, una fetta di pane inzuppato nella dolcezza per superarla.

Lory

4 Comments
  1. che bello e toccante il tuo racconto d infanzia…e quanto significato ha il tuo insegnamento.. da me nelle campagne da piccola si usava bruciare un ramo d ulivo dentro un armadio x scongiurare i temporali forti…
    ma il pain perdu è senz altro meglio…
    buon weekend dolce lory

    1. Grazie Daniela,mamma era Francese di adozione e gia’allora la sua cucina era molto “alla moda” (direbbero adesso), sono ricariche riaffiorano, forse perché’ sto diventando “grande” (vecchia)! Non conoscevo l’usanza del ramo di ulivo da bruciare, che bello condividere ricordi e profumi! una abbraccio

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Fiorella Spagnoli Web Developer
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