Era arrivata con il fiato corto, svogliatamente, con il desiderio mai provato prima di tornare indietro, non avvertiva piu’ l’emozione che per molto tempo quel luogo le aveva trasmesso.
Si fermo’ senza nemmeno aprire lo zaino, inciampo’ in un groviglio di lana, un gomitolo che si era dipanato attorcigliandosi attorno alle sue caviglie rischiando di farla cadere.
”Cosa ci faccio qui? “ si chiese mentre gli scarponi si erano incastrati nella lana che ora stringeva attorno ai polpacci.
Silenzio, nessuna risposta, lo stava chiedendo a se’ stessa e intimamente disiderava che lei (la Principessa delle Nevi) arrivasse, come aveva sempre fatto.
” Cosa ci faccio qui” ripete’ cercando di districarsi da quel groviglio di lana.
” Sei impaziente, come sempre” le rispose
” Sei tornata”?
” oh non me ne sono mai andata, ti ho solo lasciata vivere il tuo tempo attuale, quello della pensionata! rispose la Principessa delle Nevi che ancora una volta era venuta in suo soccorso.
“ Già il mio tempo attuale, ne ho troppo, non so cosa farne, proprio come questa lana aggrovigliata che mi sta innervosendo.
” Sapevo che lo avresti detto” disse con calma la Pricipessa delle Nevi “ il tempo è un gomitolo da dipanare con calma per confezionare i momenti con i quali attraversare con gioia i giorni, senza l’ affanno di voler fare tutto, di voler fare troppo, di chiedere a tutti come confezionare il maglione della tua nuova stagione.
Fermati, trova il bandolo della matassa, riavvolgila, tienila stretta a te’ , sii grata di poterla avere, questo è il tempo e se come pensi i luoghi esauriscono la loro energia, cerca di non spremerli con continue aspettative, lascia andare, allontanati per un po’ da tutto, assapora anche il vuoto delle ore.
Sii clemente con te stessa!
E così dicendo la Principessa delle Nevi scomparve tra le cime imponenti dello Sciliar, lasciandola ancora una volta a riflettere.
Il tempo di lavoro fa il tempo, sta a noi farne un buon uso!
@ foto Pinterest

Dolce Lori, questo scritto mi ha commossa per l’umiltà da te dimostrata nel metterti a nudo, senza tacere le tue “zone d’ombra”.
Credo che saper gestire il tempo sia faticoso per tutti in quanto tocca corde molto intime: ha a che fare con la disponibilità a riflettere sulle nostre paure (della solitudine, del vuoto, della noia), le altrui aspettative (i continui messaggi a favore della produttività, dell’eterna giovinezza, dello shopping compulsivo), il nostro bisogno di calore e sicurezza (che spesso barattiamo con riempitivi effimeri quali l’iperattività, gli acquisti di beni superflui, la tecnologia e i rumori di sottofondo, che ci consentono di restare in superficie).
Questi sono i “fili” che si attorcigliano attorno alla nostra anima e che formano quel gomitolo dal quale non ricaviamo una coperta rassicurante, che ci attende a fine giornata, ma una gabbia che costruiamo quasi inavvertitamente se non ci prendiamo del tempo per pensare.
Grazie per il dono di questo spazio, di riflessione e intimità: ti abbraccio e ti auguro una lieta serata.
Milena cara, da sempre ho scelto che il mio blog, il nostro salotto, sia uno spazio autentico dove io mi mostro per come sono senza filtri. Gestire il tempo in una società che ci vuole sempre performanti, belle senza rughe, magre senza pancia, non è facile. Ho giornate anche di malinconia, ma so che è un passaggio: sto imparando… la pazienza del tempo, quella che senza sforzo mi accompagna da oltre 20 anni sulle mie salite. Un abbraccio ❤️
Foto splendide e testo assolutamente vero, però io sono curiosa ora che non hai più il vincolo di timbrare il cartellino in ufficio come organizzi le giornate?
Giulia, non è semplice… lo dico con onestà, abituata da 43 anni ad avere ritmi serrati mi devo adattare. Ho l’ impegno del CAI Bolzano del quale sono tesoriere, leggo, vado in centro per un caffè con le amiche, faccio sport ( al momento sono bloccata da tosse da due settimane) un abbraccio