
Era con le prime luci dell’ alba aspettando che il solo sorgesse dietro il monte Peurna che mi incamminavo calzando gli stivaletti di gomma, nella mano destra il bastone di nocciolo, nella sinistra “la sportela de tela” (la borsa di tela).
L’ erba bagnata di rugiada mi lambiva le ginocchia, mi spingevo fino ai margini del bosco dove c’erano “i grandi castegner” (i grandi alberi di castagno). Papa’ si assicurava che non andassi oltre.
Frugavo nell’ erba e li trovano sempre: i porcini nati nottetempo. Rincasavo danzando, con le trecce che ondeggiavano ai miei saltelli.
Mamma preparava i funghi con la polenta che mangiavamo all’ombra dell’ acacia, sul tavolo piccolo come lo chiamava papa’ .
Cosi’ iniziava il mio agosto di bimba allenando il coraggio protetta dai grandi castegner, perche’ non ho mai temuto di addentrarmi nel bosco da sola, perche’ non temo di farlo oggi, portando l’ anima a valle, sempre.
Felice fine di luglio da Lory


Cara Lory,
questi racconti della tua infanzia scaldano il cuore e l’anima!
Sono le estati dei ricordi dell’infanzia, dove tutto era unico,semplice genuino.
Felice fine luglio e buon inizio agosto a te,Frank e tutto il blog!
Buona serata 💗🤗
grazie Mary del tuo affetto sempre
Meraviglioso il tuo ricordo di bimba coraggiosa…la montagna insegna,la montagna forgia e nutre…
I porcini chissà che bontà serviti con la polenta💋
daniela la montagna è stata ed è la mia maestra di vita, sempre!