Just a perfect moment… la panna di fieno!

Appena il sole tramontava e prima che le ombre si allungassero formando strane figure, mamma mi porgeva il contenitore in latta “Ora puoi andare a prendere il latte e fai attenzione a non versarlo”.

Il malgaro era un uomo dalla statura imponente e di poche parole.

Arrivavo saltellando, ma poco prima della stalla i miei passi si facevano piu’ silenziosi, si diceva non gradisse le visite, tanto meno quelle dei bimbi chiassosi; mi fermavo davanti alla porta in legno di noce massiccio ed aspettavo che uscisse.

Prendeva il contenitore con le sue mani usurate dal sole, lo riempiva di latte appena munto, abbozzava un lieve sorriso, con la matita annotava, con uno strano geroglifico, sul pezzo di carta che teneva sul davanzale, la consegna del giorno che mamma avrebbe saldato a fine mese.

Rincasavo tenendo stretto con entrambe le mani il vaso del latte, attenta a non farlo oscillare: lo avremo riposto al fresco nella spelonca ed al mattino mamma avrebbe raccolto con un cucchiaio in una minuscola scodella la panna formatasi in superifice, l’ avrebbe montava con la forchetta ed un poco di zucchero.

Era una panna dal colore giallo e dal sapore di fieno maturo che addolciva le mie colazioni d’ estate.

E’ uno dei tanti ricordi che porto nel cuore, grata alla vita per avermi insegnato quando fare un cambio di passo per non far traballare il contenitore nel quale conserviamo i nostri progetti, il nostro desiderio di migliorare, di crescere, cambiare, tenendoci strette sempre un desiderio di dolcezza.   

Perché i sogni non fanno rumore.

 

12 Comments
  1. Anche io ricordo le vacanze estive in montagna con la nonna che alla sera mi mandava con il secchiello di latta al casello a prendere il latte ancora caldo di mungitura. Io però non ero così attenta e immancabilmente ne rovesciavo un pochino. Così sto ancora imparando l equilibrio e a non correre per non perdermi attimi di vita . Grazie per la bella storia che aiuta la riflessione e allieta l anima

    1. Grazie Elena, per avermi letta! Sono ricordi che mi piacciono tanto perché andiamo sempre di fretta, ormai tutto si compera online o in negozio e spesso si traballa anche emotivamente, o meglio ci lasciamo smuovere anche da chi ci circonda con sollecitazioni che non sempre riusciamo ad arginare! un abbraccio

  2. Ciao Lori, hai un modo speciale e che mi piace molto di raccontare della tua infanzia. Anch’io come Elena ricordo quando durante l’estate andavo in stalla a prendere il latte fresco. Il fattore mi dava anche il burro ed era davvero diverso da quello di oggi. Il fattore si chiamava Santo ed aveva un cane bianco e nero che mi piaceva un sacco
    Grazie di condividere con noi i tuoi ricordi. Si può anche traballare emotivamente ma come succedeva con il latte che riuscivi a non far cadere così sarà anche nelle tue sfere più segrete. Un abbraccione

    1. Gisella, grazie, e’ bello leggere che certi ricordi di bimba ci accomunano, usanze che non esistono più ne non forse in qualche valle sperduta delle Alpi e delle Dolomiti. Cerco sempre di dare una chiusa ai miei post come questo che porti un messaggio su cui riflettere e ritrovarci. Un abbraccio 🤗

  3. Che bello questo racconto Lory, mi riporta anche alle mia infanzia, quando arrivava il lattaio , Con un pentolino scendevo le scale per andarlo a prendere! Poi tornavo su piano piano per non versarlo! Ricordi meravigliosi e profumi che non ci sono più! Un abbraccio forte 💚

  4. Cara Lory, scopro solo oggi questo post meraviglioso, che arriva come un dono inaspettato per il mio compleanno. Grazie per il tuo blog, che mi regala poesia, saggezza, tenerezza ogni volta che lo sfoglio (e succede spesso…). Un abbraccio e buona domenica.

    1. Milena cara, grazie mi commuovi.Ogni tanto la mia penna scrive da sola pensieri e momenti della mia vita di bimba.Vorrei raccogliere i post in un libro… ci sto lavorando ma spesso la sera sono troppo stanca… credimi tenere un blog e’ un piacere perché’ tutte voi mi date tanta gioia, ma dietro ogni post c’e’ una parte di me e del mio tempo. grazie del tuo affetto e scusami se come sempre sono in ritardo nel rispondere ai commenti.Ogni due tre giorni apro la sezione “commenti” e rispondo a tutte voi, pur leggendo SUBITO i vostri preziosi contributi al nostro salotto.baci lori

      1. Cara Lory, non è proprio il caso che ti scusi, credimi!
        Verso la fine del post “solstizio d’autunno” del 22 settembre, scrivi che “il fiato disegna nell’aria nuvole di fatica e di gioia ad ogni falcata”: in quest’immagine – seppur riferita alla pratica della corsa – trovo il “sapore” del tuo blog, ovvero la gioia che deriva dal fare le cose con impegno, il che può anche costare fatica (fisica e spirituale) ma al contempo regala un senso di appagamento e pace, lo stesso che cerco di porre, al risveglio, come buon proposito del nuovo giorno e che poi uso la sera, a letto prima di addormentarmi, per riflettere su quanto vissuto.
        Un abbraccio, a presto.

        1. Milena cara questo post “la panna di fieno” e’ uno dei tanti che come ti ho detto vorrei riunire in un libro che continuo a rimandare per stanchezza e forse timore che poi una volta fatto nessuno lo legga (sono alla fine molto timida!) Vorrei impegnarmi con maggiore costanza nello sport che in questo momento per fatica ho tralasciato e nella dieta…ho preso peso e non va bene..mi ripropongo sempre … da domani… in questo sono davvero poco attendibile!!! grazie del tuo affetto, del confronto e dell’ attenzione che poni sempre nel leggermi anche nei post precedenti. Buon pomeriggio cara amica, qui e’ uscito un pochino di sole…

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Fiorella Spagnoli Web Developer
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