Con la fine di agosto e le prime nebbie mattutine che avvolgevano il grande faggio, papa’ comunicava con aria solenne che era tempo “ de ‘ndar infora, de desmotagnar” (ti lasciare la casa di montagna e tornare al paesino).
La catasta di legna veniva coperta con le frasche, rastrellato il pavimento in ghiaia della spelonca che per tutta l ‘ estate era stato il nostro frigorifero, il pagliericcio posato alla parete e ed il capiente zaino in iuta riempito di quello che rimaneva nella dispensa.
Io pur bramando di tornare al paese, sentivo una struggente malinconia, allora mi assentavo per dare il mio saluto alla montagna, raccoglievo qualche ramo di nocciolo con i frutti ancora acerbi e parlavo da sola promettendo ai prati e al bosco che sarei tornata.
Sono rimasta quella bimba selvatica che anela ai silenzi dei passi dolomitici quando svuotati dalla folla ritornano ad essere luoghi dell’ anima e di magia.
Felice fine d’ agosto 2026 da Snowinluxury.
@ foto Pinterest web
Come ti capisco, la csa di montagna ispira proprio pace e tranquillità….la città un po’ meno!
Giulia grazie, se potessi mi trasferirei per un periodo in una baita sperduta
un abbraccio
“Desmontagnare” è un termine molto bello e dal significato immediato. Non so se è parte di un dialetto (veneto?) o se l’ha coniato tuo papà, in ogni caso ottimo!
ml
Buon giorno Massimo, arrivo sempre in ritardo a rispondere ai vostri preziosi commenti di cui sono grata.
Desmontagnar è usato nel dialetto veneto della parte di cima grappa e Cadore, un caro saluto Loredana
Buongiorno cara Lory eranoi tempi più belli!
quelli dei ricordi, che portiamo nel cuore ,indimenticabili!
Buon inizio di settembre
Un caro saluto a te e Frank 💗😘
ogni tanto mi arrivano come stelle questi ricordi. grazie Mary un abbraccio